Miglior film documentario per la giuria: The Story of Plastic. Merito di una sceneggiatura attenta, brillante e corale, che porta alla luce con estrema lucidità e naturalezza la grande crisi che stiamo attraversando. Innovativo, onesto, profondo, può diventare un manifesto, rivelandosi prezioso anche nel circuito scolastico. Non si limita ad evidenziare il problema della plastica con le relative forme di inquinamento, ma tocca le corde più sensibili dell’animo umano lasciando intendere che con l’impegno di tutti un altro mondo è auspicabile, anzi, assolutamente necessario.

 Miglior film documentario per il pubblico: Ghiaccio. Colpisce per la qualità e la profondità. Non è la classica storia sull’immigrazione, ma è un manifesto alla speranza, a come un’attesa, spesso snervante, possa diventare opportunità per trasformarsi in un’attività anche sconosciuta. Siamo fatti per splendere ma dobbiamo essere noi i creatori della nostra felicità… (commento dal pubblico)

Miglior Film di Finzione per la giuria: Negative Numbers. Per aver saputo raccontare attentamente e profondamente i problemi sociali e morali ancora presenti nella moderna società post – sovietica. Una storia non banale, che si sviluppa con profonda empatia e potenza.

Miglior film di finzione per il pubblico: Summer White. Un inno alla gioventù. Girato da debuttanti, utilizzando espedienti veri come, ad esempio, i suoni naturali, i clacson delle auto, l’opera risulta vivace e di forte impatto. Città del Messico è un labirinto infuocato e vivace dove a far da padrone non sono i classici narcotrafficanti dai baffi pettinati e misurati, ma i colori e le luci che la invadono. I piccoli dettagli, i giochi di luce fanno di questo film un’opera avvolta in un’atmosfera cupa e silenziosa che sicuramente merita più di una visione… (commento dal pubblico)

Miglior film cortometraggio per la giuria: Autumn Waltz. Per la maturità registica, la poetica grottesca e dissonante, l’immediatezza con cui ti fa vivere la tensione della banalità del male. Un’opera che, con spiccato lirismo e poeticità, racconta la buia e cruenta pagina della lunga guerra combattuta in ex Jugoslavia. Un inno alla ribellione e alla voglia di libertà.

Miglior film cortometraggio per il pubblico: In the Land of Morning Calm. E’ un viaggio sensoriale tra il mistico e l’onirico, delicato e potente al tempo stesso, intimista, poetico e struggente, in un susseguirsi di immagini e di impressioni senza soluzione di continuità… (Michela Aloisi per CineClandestino)

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